Scrivo la mia esperienza di parto in un giorno di sole estivo quando Emma ha già compiuto i suoi primi 11 mesi di vita extra uterina.

Ripercorrere con la memoria questa esperienza è dolce, commovente, mi rende consapevole, mi rende grata per questo dono ricevuto. Mi sento privilegiata di aver potuto vivere la mia maternità in questo modo ed a 40 anni suonati, come spesso aggiungo sorridendo.
Emma Olivia è venuta alla luce il 6 luglio 2017 alle 12.39 a Casa Oasi, casa nostra.
Era una giornata di sole, una leggera brezza entrava dalle ante socchiuse del nostro soggiorno.
Lei è atterrata sul pavimento della cucina sopra un tappeto coperto da un vecchio lenzuolo accompagnata dalle mani dolci ed esperte della nostra levatrice di fiducia Anna e dal sostegno della seconda levatrice Maike.
Emma aveva uno sguardo sveglio, non piangeva, era li, nuda ed indifesa e noi inebetiti, emozionati e confusi: il viaggio del parto era terminato. Era diversa da come l’avevo immaginata, ma bella, bellissima!
Nulla era più come prima. Nulla più lo sarebbe stato, né dentro né fuori.
La decisione consapevole di partorire in casa si è avvicinata a noi con naturalezza.
Ho frequentato per quasi tutti i mesi della gravidanza la casa nascita, andavo alla ginnastica in gravidanza, partecipavo agli incontri sull’allattamento, sul portare, sul pianto del bambino e sullo svezzamento. Leggevo e studiavo ogni giorno.
Parlavo con la mia bambina, accarezzavo il pancione e rafforzavo il legame attraverso esercizi psico tattili e la musica.
La conoscenza e la pratica mi hanno resa più consapevole, più serena e sicura delle scelte oltre che in contatto con Emma.
Anche il mio compagno Daniel ha potuto entrare in confidenza con i temi riguardanti la nascita e prepararsi per fare la sua parte di papà con amorevole sostegno.
Il parto naturale è un evento fisiologico, ogni donna secondo me è in grado di affrontarlo. Ma deve sapere come farlo.
Il parto non è solo un processo fisico, ma è un processo profondo, fisico, emotivo e mentale.
Tutte le donne dovrebbero avere la possibilità di prepararsi e di sentire la piena responsabilità a cui vengono chiamate nel diventare madri. Il parto può influenzare la vita di un individuo, come la gravidanza e tutte le cure di mamma e papà verso il proprio bambino.
Partorire in casa mi ha permesso di sentirmi libera, accolta ed a mio agio, nell’atmosfera che ho scelto per vivere, fra le mie cose, nel nostro salotto, nel nido che avevamo creato, nella nostra intimità.
Ho utilizzato tecniche di visualizzazione, ho respirato attraverso il dolore delle contrazioni, ho lasciato che mi attraversasse senza cercare di resistere, ho chiesto il massaggio alla schiena, ho trascorso due ore in travaglio dondolandomi nell’acqua della piscina montata in soggiorno mentre Daniel mi teneva la mano e mi sosteneva silenzioso.
Vedevo Anna sul divano che scriveva nella mia cartella. L’atmosfera era quieta, una leggera brezza entrava dalle finestre e mi accarezzava la testa sudata. Ho anche urlato di dolore, era il mio spazio, uno spazio sacro, silenzioso, le parole necessarie della levatrice erano pronunciate leggere ed al minimo volume per non interferire con il processo.
Il parto è un progredire interno, può diventare una meditazione profonda con il proprio corpo, non deve essere interrotto e la donna lo sa. Io sentivo di essere in uno spazio prezioso.
Sono grata per avere partorito mia figlia in questo modo.
Sono grata per essere stata accompagnata in questa esperienza cosi fondamentale per una donna. Mi sento privilegiata per averne compreso l’importanza e ringrazio di cuore Daniel che si è affidato alle mie prime intuizioni e che poi ha concordato con me questa scelta.
Sono grata alle levatrici che hanno fondato con Amore la casa nascita a Lugano e che continuano con impegno questo meraviglioso mestiere.
Consiglio alle future madri di conoscere il proprio femminile in tutti gli aspetti, consiglio di conoscere e di non lasciare nulla al caso e di non lasciare che gli altri scelgano per loro.
Gravidanza e parto nutrono il germoglio dell’umanità.

Pamela Gianoni