articolo tratto dal quotidiano “laRegione” del 27 agosto 2015 – di Dino Stevanovic
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Una via alternativa: Ufficialmente collaudata la prima casa della nascita del Ticino. Al suo interno, solo parti naturali

Partorire in un luogo accogliente, senza l’uso di medicinali e strumenti particolari, assistite da levatrici formate, capaci di prevedere eventuali complicazioni che richiedono interventi medici. Dal 2015, anche in Ticino si può. «È un progetto pionieristico nel cantone, che sosteniamo
dall’inizio. Il parto non è una malattia e molte donne desiderano viverlo nel modo più naturale possibile».
Delta Geiler Caroli, presidente dell’Associazione Nascere Bene Ticino (ANBT), non nasconde la soddisfazione per la luce verde ottenuta dalle autorità per la ‘Casa maternità e nascita lediecilune’ dall’Ufficio della sanità, dal medico cantonale e dal Comune di Lugano.
«L’idea è nata nel 2007 – spiega Anna Fossati, una delle levatrici che gestiscono la casa –, abbiamo sentito la necessità da parte di diverse donne e allo
stesso tempo ci siamo accorte del buon andamento dei centri esistenti». In Svizzera tedesca e francese ci sono infatti una ventina di case della nascita,
che dall’inaugurazione in poi hanno costantemente visto aumentare il numero di parti naturali che vi si svolgono.

Concretamente, quali sono le differenze tra un parto cosiddetto naturale o fisiologico e uno ospedaliero? «In principio non si usano medicamenti, né epidurale, ossitocina e antidolorifici. Evitiamo anche interventi invasivi, come la rottura forzata del sacco amniotico.
Sì invece agli olii naturali, all’omeopatia, ai massaggi». Chi desidera partorire alla casa della nascita è necessario che contatti le levatrici «almeno due-tre mesi prima del termine», per creare già un rapporto di fiducia.
La struttura è indirizzata a quelle donne che, pur non sentendosela di partorire a casa, si sentono a disagio nell’ambiente ospedaliero e cercano quindi
una via di mezzo. Per la coppia che sceglie questa soluzione è possibile restare all’interno della casa fino a un massimo di 24 ore dopo il parto. Da quando è operativa, la casa della nascita ha già visto venir al mondo sette bambini.

Sicurezza garantita

Da un punto di vista dei costi, il lavoro della levatrice indipendente è riconosciuto dalle casse malati e viene rimborsato completamente dalle prestazioni di base. È tuttavia richiesto un forfait di seicento franchi per i costi dei servizi offerti dalla struttura, rimborsato da alcune
casse complementari. E poi c’è il fattore sicurezza. Secondo l’ANBT, le più recenti evidenze scientifiche e linee guida indicano che, nei casi normali, la
sicurezza per mamma e bambino del parto in una casa della nascita è equivalente o persino superiore alla maternità ospedaliera. «Vorremmo confermare questi dati – si augura la levatrice –, effettivamente negli ultimi anni è aumentata la medicalizzazione negli ospedali e a volte si rischia di intervenire anche nei casi fisiologici, che non lo richiedono». Questo discorso vale unicamente per i casi in cui il decorso della gravidanza risulta essere, appunto, naturale e fisiologico. «Ben venga l’uso della medicina quando le circostanze lo richiedono, come quando il bimbo è podalico o la placenta previa – chiarisce Fossati – la cosa più importante resta il bene della donna e del bambino». La sicurezza quindi resta prioritaria. «S̀i, per questo abbiamo stipulato un accordo con l’Ospedale Civico che avvisiamo all’inizio di ogni parto e che accoglie la partoriente in caso di trasferimento e noi abbiamo tutto il necessario per i primi interventi» conferma Fossati.