“Il Ceresio”, edizione No. 2, maggio 2016
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Tre levatrici aprono «Lediecilune», la prima casa della nascita nel Cantone

La gravidanza rappresenta per ogni donna un avvenimento assolutamente speciale con nove lunghi mesi in cui si percepisce man mano la vita di un essere umano, che si sviluppa e cresce attraverso un altro essere umano per poi nascere. Una sorta di miracolo della natura. Nulla trasforma la vita di una donna quanto la maternità. Ecco perché diventare mamma è un’esperienza emozionale, fisica e mentale fortissima, che non ha eguali in quanto ad intensità. E il culmine di questa intensità sta tutto nel parto, oggi spesso snaturato dalla medicina ufficiale e divenuto medicalizzato. Basti pensare che, oggi, un bambino su tre nasce con un taglio cesareo. Per frenare questo importante aumento di parti indotti o operativi rispetto a quelli spontanei e fisiologici, nel nostro Cantone è nata nel 2012 – per volere di un gruppo di genitori, levatrici e doule – l’Associazione Nascere Bene Ticino (ANBT) con lo scopo di «promuovere le conoscenze e le opportunità che permettano al numero più elevato possibile di bambini di nascere bene, informando i genitori su vari interrogativi concernenti la gravidanza, parto e dopo parto».

Dal 2014 la prima casa della nascita del Cantone

L’ANBT offre ai genitori la possibilità di compiere scelte consapevoli e sicure durante il percorso maternità, nel rispetto del proprio sentire personale, facendo conoscere al pubblico i vantaggi del parto naturale (fisiologico) attraverso incontri di scambio e condivisione, come pure momenti di formazione per sostenere mamme e papà durante il percorso della maternità e il sito www.nascerebene.ch molto ricco di informazioni e approfondimenti sul tema. Considerando che il parto non è una malattia e che il corpo della donna è biologicamente programmato per questo evento, Nascere Bene ha promosso sin dagli albori l’idea di creare una casa della nascita anche in Ticino per accogliere tutte le donne che volevano vivere il parto in un ambiente intimo ma con l’accompagnamento di una levatrice al di fuori di una struttura ospedaliera. Questo perché nei casi di gravidanze normali, il parto a domicilio o in una casa della nascita è persino più sicuro di quello in ospedale. Questo oggi è possibile grazie ai progressi della medicina che permettono di distinguere i casi normali senza rischi (che sono la grande maggioranza) da quelli a rischio, e di gestire con successo le complicazioni. «Non si tratta dunque di “tornare ai vecchi tempi” e di mettere in pericolo la vita o la salute di mamma e bambino, come spesso ancora si crede» – rileva l’Associazione Nascere Bene – «bensì di offrire tutte le possibilità di scelta. Se il parto a domicilio o in casa della nascita non fosse sicuro, probabilmente non sarebbe nemmeno riconosciuto e coperto dal sistema sanitario pubblico (LAMal, Legge federale sull’assicurazione malattie). È inoltre provato che l’accompagnamento continuo (one-to-one) da parte di una levatrice di fiducia (indipendentemente dal luogo scelto per il parto), facilita lo svolgimento naturale di gravidanza, parto e puerperio». Il successo di queste case della nascita è riconosciuto a livello svizzero e ne esistono una ventina nell’intera Confederazione. La prima, e al momento unica nel Ticino, è stata aperta nel 2014 in via Guglielmo Canevascini 4 a Lugano grazie alla perseveranza e all’impegno di tre levatrici che sono Anna Fossati, Giovanna Quadri e Nina Ferrera, tutte dipendenti part time dell’ospedale Civico di Lugano. Si chiama Casa Maternità e Nascita «Lediecilune» www.lediecilune.ch. Dalla sua apertura si trova anche qui la sede dell’Associazione Nascere Bene Ticino che, dalla sua fondazione, ha sempre sostenuto la necessità di una struttura in cui otesse riemergere tutta la positività del momento del parto, inteso non più come atto tecnico ma atto creativo della donna.

Un luogo intermedio tra il domicilio e l’ospedale

lediecilune_logo_1912x1912_96dpiA causa dei protocolli ospedalieri, le donne si sentono spesso espropriate di un momento creativo, partecipe, ricco di emozioni, costrette a partorire in fretta», ad esempio aumentando artificialmente le contrazioni con l’ossitocina o a ricorrere all’anestesia là dove non è sempre necessario. Il personale medico, in qualche modo, si assume tutta la gestione e la responsabilità del parto. È invece diverso l’approccio delle tre levatrici che offrono sia il parto a domicilio, sia in casa della nascita, ma solo quando la mamma è in buona salute, la gravidanza è fisiologica e il parto non presenta rischi (podalico, gemellare, ecc.). Per facilitarne lo svolgimento hanno creato un ambiente in cui regnino «le condizioni di intimità e di fiducia che favoriscono la produzione degli ormoni naturali indispensabili al parto (soprattutto l’ossitocina, ormone dell’amore, o le endorfine per alleviare il dolore), dove la donna deve avere tutto il tempo e la libertà di movimento per abbandonarsi agli stimoli del proprio corpo senza inibizioni, senza sentirsi osservata, senza subire interferenze o pressioni».  E tutto ciò è più facile che avvenga in casa propria o in una casa della nascita con a fianco la propria levatrice di fiducia e il proprio partner o un’altra persona della famiglia. «Da quasi un secolo, nella maggior parte dei sistemi sanitari dei Paesi industrializzati e di quelli poveri la maternità, pur non essendo una malattia, è stata quasi completamente medicalizzata. La ragione è che ai tempi in cui tutti i parti si svolgevano a domicilio alcuni rischi non erano prevedibili, e la medicina non aveva ancora la possibilità di intervenire in caso di complicazioni. Perciò è apparso più sicuro convogliare tutti i parti in ospedale. Così, la mortalità è fortemente diminuita grazie anche ai progressi nella tecnica del taglio cesareo e delle cure pediatriche. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il parto non presenta rischi. Anzi, ci adoperiamo per fare scoprire, o riscoprire, che – rispettando la fisiologia – si ottengono risultati migliori per la salute psicofisica di mamma e bambino», evidenzia Nascere Bene. Lediecilune di Lugano è una sorta di oasi dove è stata allestita una stanza per il parto, una stanza per il dopo-parto e un bagno, separati dalle altre attività della casa dove una famiglia può essere accolta nelle prime 24 ore dopo la nascita (compresi i pasti) e vengono assicurati i controlli e le cure a mamma e neonato. In alternativa, le levatrici si spostano su richiesta – ma solo se l’ospedale più vicino dista al massimo mezz’ora di strada – al domicilio della partoriente, assicurando assistenza e competenza e tutte le prestazioni che sono interamente coperte dalla LAMal. Le levatrici de Lediecilune si recano a domicilio sempre in coppia, portandosi appresso materiale sanitario e medicamenti per affrontare, nel caso ce ne fosse bisogno, un’urgenza nel travaglio e nel parto. Anche dopo il parto, sia che avvenga in casa della nascita sia a domicilio, le levatrici assicurano le loro visite anche per l’allattamento, prendendosi cura di mamma e neonato fino alla fine del secondo mese di vita. «Nel 2015 abbiamo prestato la nostra assistenza a 13 parti a domicilio; per contro, le nascite qui in via Canevascini sono state 18 in tutto (2015 e 2016, fino ad oggi). Sono diverse le richieste di accompagnamento per un parto a domicilio ma non tutte le donne se la sentono di partorire a casa. Chi richiede la nostra assistenza appartiene a classi sociali diverse e trasversali, non esiste una tipologia di partorienti che desidera il nostro accompagnamento. Semplicemente si tratta di donne che vogliono essere protagoniste assolute del parto, in funzione della propria individualità, dei propri tempi, della propria salute fisica e mentale, così da potere vivere questo momento fino in fondo con coscienza. Anche i papà diventano attori della nascita del proprio figlio, visto che partecipano a tutte le fasi del parto e si chiede loro – quando se la sentono – di tagliare il cordone ombelicale che collega il feto alla placenta. La propria casa è l’ambiente più intimo in cui partorire, Via Canevascini è una sorta di spazio intermedio tra la propria casa e l’ospedale», aggiunge Anna Fossati. «Abbiamo stipulato comunque un accordo con l’ospedale Civico di Lugano che informiamo prontamente all’inizio di ogni parto, affinché ci possa accogliere nel caso insorgano problemi imprevedibili per i quali si rende necessario un ricovero. Devo dire che, attraverso un’accurata diagnosi, si possono prevedere eventuali rischi nel 98 per cento dei casi». Nel resto della Svizzera i futuri genitori hanno già da tempo la possibilità di scegliere se partorire nel reparto di ostetricia di un ospedale o clinica, o in una casa della nascita gestita da levatrici, oppure con una levatrice che si sposta a domicilio. «Qui, tenuto conto delle forze disponibili e anche della mentalità e delle abitudini che prevalgono nel nostro Cantone, prevediamo di accompagnare 20-30 parti all’anno. Al momento, le entrate della Casa maternità e nascita non sono bastate a coprire i costi sostenuti per avviare l’attività ma le richieste sono in aumento e siamo fiduciose», osserva Anna Fossati. Prima di arrivare al parto, che costituisce il momento clou di ogni gravidanza, si organizzano degli incontri che favoriscono il nascere di sentimenti di fiducia tra levatrice e partoriente così da potere raggiungere, entro il termine della gravidanza, un buon grado di famigliarità e conoscenza reciproca indispensabili per potere vivere l’ingresso nella vita fuori dal grembo materno in assoluta tranquillità. Quindi la levatrice non farà solo i controlli clinici, ma intesserà un rapporto personale con la donna, parlandole, ascoltandola, consigliandola a trovare nuove modalità di adattamento al cambiamento indotto dalla gravidanza. Presso Lediecilune vengono anche organizzati incontri in cui vengono offerti informazioni, consultazioni, scambio di esperienze, corsi su temi legati alla nascita e al percorso maternità, di movimento, di preparazione al parto, di massaggio neonatale, di rieducazione del pavimento pelvico, incontri tra mamme, terapia craniosacrale biodinamica, serate a tema durante la gravidanza e dopo il parto e, ancora, seminari di crescita personale. Quindi, in questo spazio si vive in modo meno isolato ed individuale un momento in cui la donna, notoriamente, è più fragile e forse anche più incline a provare ansie e paure di qualche patologia, indotte da un eccesso di informazioni e di medicalizzazione, invece di avere fiducia nelle proprie capacità e nel proprio istinto di mamma. Perché favorire il parto naturale avrà influssi positivi sull’atteggiamento di base dell’essere umano verso la vita e sulle sue modalità di relazionarsi con gli altri, le sue capacità empatiche, la salute e altro, ossia sono tantissime le impronte legate al come si nasce e alle modalità di incontro tra madre, padre e neonato. Lo testimoniano i risultati di numerosi studi. Sta tutto in questo senso di responsabilità il valore dell’attività di Anna, Giovanna e Maike Hofstede (la quale sostituirà dal mese di maggio Nina, e che vanta un’esperienza maturata presso una casa della nascita di Zurigo), spettatrici e angeli custodi dell’incontro più magico della vita, che ancor più magico è quando può avvenire in un ambiente dolce e amoroso, dove alla madre è permesso di gestire il proprio travaglio senza alcuna interferenza secondo i ritmi della propria natura.