“Giornale del Popolo” del 26 aprile 2016
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Inaugurata ieri, dopo un anno di prova, la struttura per partorire al di fuori degli ospedali.
Aperta in un appartamento di Besso, finora ha già ospitato ben diciotto lieti eventi.

Sono già ben 18 i fiocchi azzurri e rosa, in un anno o più poco più, che sono comparsi a Besso, in via Canevascini 4, dove ha aperto i battenti la prima Casa della Nascita del Canton Ticino. Essa ha trovato collocazione, infine, in un condominio nei pressi degli studi radio della RSI, dopo che, tempo addietro, il Consiglio comunale di Vezia aveva negato l’utilizzo della sua ex Casa comunale, contro il parere del Municipio. Acqua passata, dato che comunque il progetto è venuto alla luce, con l’aiuto della Fondazione OTAF, della Fondazione Medacta for Life e anche perché è stato apprezzato dal Governo, come ha spiegato il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, Paolo Beltraminelli. «È proprio bello inaugurare tutto ciò a cose già in corso e sapendo che sta andando tutto bene», ha affermato il consigliere di Stato. «Anche se ci possono dei problemi in alcuni casi, la gravidanza non è una malattia e perciò la Casa della Nascita si inserisce in un sistema che garantisce alle mamme la libera scelta su dove partorire il proprio figlio». Inoltre, ha sottolineato Beltraminelli, «in Ticino ci sono 2.500-3.000 parti all’anno. Se quelli effettuati presso la Casa della Nascita dovessero salire anche solamente all’1% (quindi una trentina ndr), per le finanze pubbliche non sarebbe un dettaglio trascurabile». Questo perché un parto presso “lediecilune” (così è stata battezzata la struttura) costa ovviamente meno rispetto a uno ospedalizzato, come ha messo in evidenza anche il dottor Thomas Gyr, primario di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale regionale di Lugano. «La strada è stata lunga. Abbiamo lavorato, litigato insieme. Ma osservando com’è venuto al mondo questo progetto, ho visto che queste ostetriche hanno avuto una visione e questi diciotto parti dimostrano che c’è una richiesta per una struttura di questo tipo», ha affermato Gyr. Ma ci si può chiedere non solamente se sia utile, ma anche e soprattutto se sia sicuro un approccio di questo tipo. «Quando, in un caso specifico, il rischio è basso, si può optare per la Casa della Nascita», ha rassicurato il medico. In effetti si stanno prendendo tutte le precauzioni, dato che, come ha spiegato la levatrice Anna Fossati, «alcuni dei parti che erano stati programmati nella nostra struttura sono stati effettuati altrove, per prudenza. Ciò è capitato con un tasso simile, circa il 25%, rispetto a quello delle altre Case della Nascita in Svizzera ». Sì perché, come detto, quella di Besso è la prima in Ticino, ma non in Svizzera, dove ne sono state aperte numerose e la prima ben 25 anni fa. Nel 2014, in tutto il Paese, 1.475 bebè sono nati in una Casa della Nascita (erano poco più di 400 nel 1990). Cifra che ora, grazie alla struttura luganese, può salire ancora, anche per la felicità del sindaco Marco Borradori, il quale ha ricordato che «il Municipio si era adoperato per trovare una soluzione, anche se, per questioni tecniche, alla fine se n’è scelta un’altra. Rammento bene con quanto entusiasmo le promotrici fossero venute a illustrarci il loro progetto. Come politici spesso ci troviamo confrontati anche con proposte di privati. A riuscire sono quelle che vengono portate avanti con determinazione», ha concluso il sindaco.
Per maggiori informazioni sulla Casa della Nascita, c’è il sito www.lediecilune.ch

Giacomo Paolantonio