articolo tratto dal quindicinale “Area” No. 20 del 19 dicembre 2014 – di Veronica Galster
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Un’alternativa all’ospedale: ora anche il Ticino ha una casa della nascita, un luogo intimo e accogliente dove riscoprire la fisiologia del parto

Per mettere al mondo un figlio, la maggior parte delle donne in Svizzera si reca in ospedale. Spesso perché non conosce altre possibilità e dà per scontato che si partorisca lì, altre volte perché lì si sente più sicura e in alcuni casi perché la situazione lo richiede a causa di complicazioni o problemi di vario genere. Dagli anni Novanta però esistono delle alternative al parto in ospedale anche per chi non se la sente di partorire a casa, sono le case della nascita (o case del parto), sempre più numerose e le cui prestazioni dal 2012 sono riconosciute anche dall’assicurazione malattia di base (LaMal). Oggi in Svizzera ne esistono poco più di una ventina, la maggior parte si trova in Svizzera interna, la regione che per prima ha offerto questa possibilità negli anni Novanta, seguita dalla Svizzera romanda e ora, da pochi mesi, anche dal Ticino, che ha aperto la sua prima Casa della Nascita e della Maternità a Lugano. Le case della nascita sono state create per dare alle donne un’alternativa all’ospedale e combattere l’eccesso di medicalizzazione durante il parto, un problema di cui si discute oramai da anni e che crea un aumento dei costi oltre che influire negativamente su mamma e bambino.

Ne abbiamo discusso con Anna Fossati, levatrice che assieme a due colleghe ha creato la Casa della Nascita e della Maternità “lediecilune” a Lugano: «era da diversi anni che avevamo l’idea di crearne una anche in Ticino, perché in Svizzera esistono già da vent’anni. La casa della nascita è un po’ una via di mezzo tra l’ospedale, dove c’è un ambiente medicalizzato, “pubblico”, più strutturato, e casa propria, dove l’ambiente è intimo per eccellenza e ci si sente un pochino più a proprio agio. Vuole dare la possibilità alle donne che non possono partorire a casa perché forse sono troppo lontane da un ospedale o perché non se la sentono, di partorire in un ambiente un po’ più intimo». Concretamente, che cosa offre una casa della nascita rispetto a un ospedale? Intimità, fiducia, professionalità e continuità nell’accompagnamento, è infatti la stessa levatrice che segue la donna e la coppia in gravidanza a dare sostegno e assistenza durante il travaglio, il parto e il puerperio. Quanto è importante questo per  il buon svolgimento del parto? Un “suivi-global” facilita il parto fisiologico

perché infonde fiducia nella donna, che conosce la levatrice che la sta seguendo e viceversa, entra all’ospedale si arriva a travaglio iniziato e si è assistite dalla levatrice di turno, solitamente mai vista prima e che cambia a ogni turno creando in alcune donne un sentimento d’insicurezza e una discontinuità che può rivelarsi controproducente. «Il parto di principio è un evento fisiologico e naturale, che fa parte dell’esperienza femminile. Quello che è molto importante è mantenere la fisiologia del parto senza andare a disturbare con atti invasivi e non  necessari quella che è la fisiologia: perciò rispettare i tempi della donna, mantenere gli ormoni che lei produce, e rispettare tutto quello che la natura mette in atto per arrivare a un buon parto, è questo il “segreto” per fare in modo che tutto si svolga al meglio». Quanto è sicuro partorire in una casa della nascita? Secondo numerosi studi, per le gravidanze non a rischio il parto a domicilio o in una casa del parto è altrettanto sicuro che in ospedale. Solitamente comporta inoltre meno interventi medicalizzati come anestesia peridurale, episiotomia, uso di ventosa o forcipe. Lo conferma anche il Rapporto statistico 2012 delle levatrici indipendenti (il più recente pubblicato dalla Federazione Svizzera delle levatrici indipendenti): in quell’anno i parti in casa della nascita hanno avuto un minor tasso di svolgimento patologico rispetto  a quelli in ospedale (16,7% contro il 29,3%).
Non tutte le donne però possono decidere di partorire in una struttura di questo tipo o a casa, come spiega Fossati: «Per partorire al di fuori dell’ospedale la gravidanza deve essere completamente fisiologica e il parto deve presentarsi senza complicazioni, perciò tutte quelle che possono essere piccole patologie o anomalie dalla fisiologia non permettono di partorire in una casa della nascita». Non succede mai che a un certo punto si dica “qualcosa non va, dobbiamo andare in ospedale”? «Certo, succede. Nessuno vuole avere una situazione di pericolo, perciò si mantiene comunque un margine di sicurezza e se nonostante tutti i requisiti per la fisiologia c’è qualcosa che insospettisce o che non va come si penserebbe, ci si trasferisce in ospedale. Si cerca di prevenire il più possibile un eventuale problema e non aspettare l’ultimo momento, in ogni caso l’ospedale dista circa 5 minuti da dove siamo, perciò il trasferimento è molto veloce». Quante coppie in Svizzera scelgono questa possibilità per mettere al mondo i propri figli? Sempre secondo il Rapporto statistico delle levatrici del 2012, in quell’anno le nascite in una struttura di questo genere sono state il 37,1% (1.121 in totale), contro il  36% del 2011 (1.039), e dal 1990 il loro numero è in costante aumento. In alcuni Cantoni (non in Ticino), esiste inoltre la possibilità di essere assistite durante il parto in ospedale dalla propria levatrice di fiducia (anche se non lavora lì), si parla in questi casi di levatrice accreditata. Nel 2012 i parti seguiti in ospedale da levatrici indipendenti accreditate sono stati il 35,9% (1.083), mentre il 23,8%  dei bambini è nato in casa (714), cento in più rispetto all’anno precedente (614).